06/09/11

“Paese di merda”, e il premier non omaggia l’alpino morto - Da "Il Fatto Quotidiano" del 6 Settembre 2011

di Paola Zanca

Povera patria. La sera prima del funerale di un militare morto in Afghanistan, Silvio Berlusconi dice al telefono con Valter Lavitola che l’Italia “è un Paese di merda”. E coerentemente con il suo spirito patriottico, all’esequie del caporalmaggiore Roberto Marchini il presidente del Consiglio non ci va. Così, per la terza volta, la vita “privata” di Silvio Berlusconi si intreccia con quella dei militari morti in Afghanistan. Era già successo con il caporalmaggiore Luca Sanna, il 21 gennaio scorso: era uno dei giorni in cui i magistrati lo avevano invitato a comparire in qualità di indagato nell’inchiesta Ruby e al funerale non si fece vedere. Lo aveva già fatto con il paracadutista Alessandro Romani: esequie al mattino nella Capitale, ma la sera prima – ricostruirono Tommaso Cerno e Emiliano Fittipaldi su l’Espresso – ad Arcore c’era stato bunga bunga fino a notte fonda. Ora, riavvolgendo il nastro delle telefonate di Valter Lavitola, si scopre che ancora una volta il privato ha interferito con il ruolo pubblico del presidente del Consiglio. È giovedì 14 luglio e nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, a salutare Roberto Mar-chini Berlusconi ha mandato Gianni Letta. Due settimane prima, aveva resistito alle pressioni di Lavitola che – alle 3 del pomeriggio – appena celebrate le esequie di un altro soldato, Gaetano Tuccillo, cercava di convincere il suo assistente “Alfredo”: “Rompigli i coglioni”, che c’è qualcosa da leggere urgente.

QUEL 14 LUGLIO, invece non c’è stato bisogno di insistere: Berlusconi “è rimasto per tutto il giorno nella sua residenza romana – spiegavano fonti del Pdl al Corriere della Sera –. Poche le visite ricevute, poche le telefonate a cui il presidente del Consiglio ha risposto”. Alle 23 e 14 minuti della sera prima, per esempio, ha risposto a quella di Valter Lavitola, ragguagliandolo sul suo ormai celebre inno patriottico: “Io... tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei... (...) via da questo paese di merda”. Figuriamoci se la mattina dopo aveva voglia di andare ai funerali di uno che, per quel “paese di merda”, è morto a 28 anni.

0 commenti: