L'Italia istituzionale e civile non spreca parole per i poeti morti,
ma ne consuma in quantità (dedicandogli anche i funerali di stato) per i presentatori televisivi che hanno contribuito a degradare irrimediabilmente la cultura di questo paese.
Meglio così,
le belle parole degli ipocriti offendono e feriscono, il loro silenzio è celebrazione.
mercoledì 4 novembre 2009
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